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“La Grande Bruttezza”

Il pezzo più onesto su La Grande Bellezza di Sorrentino l’ha scritto Filippo Facci. Il titolo, “La Grande Bruttezza”, è ingannevole, il film a Facci è piaciuto. Solo che Facci, che è una persona intellettualmente onesta, non può esimersi dal sottolineare come a tanti il film sia piaciuto per i motivi sbagliati. Io il film l’ho adorato, solo al cinema l’ho visto due volte. Non fraintendetemi e non fraintendete il giornalista. Buona lettura. 

Ho conosciuto Paolo Sorrentino in una dimensione che ha contribuito all’equivoco: una serata a casa di Roberto D’Agostino e della moglie Anna Federici, ovviamente a Roma, sulla loro terrazza che si affaccia sulle anse del Tevere e si offre pienamente alla Grande Bellezza. Parlammo dei suoi film e di cose varie. Sorrentino era lì dichiaratamente per cercare e studiare atmosfere che potessero essere utili al suo film, e che, come ora è evidente, non trovò o forse non volle utilizzare. Era nel posto migliore per coglierle, per carpirne dialoghi e spirito: ma non lo fece. L’unica spiegazione del resto è questa: che Paolo Sorrentino non abbia minimamente tentato di fare il film che tutti pensano abbia tentato di fare, o pensano che volesse fare. Niente «Dolce vita» in versione aggiornata, per capirci. Continue reading

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